LE GOLE DEL FIUME CALORE

Il percorso parte dalla località Remolino, posta nel comune di FELITTO paese “localizzato” su di uno sperone roccioso, all’inizio delle strette gole ove scorrono le acque del fiume Calore. In una piccola radura che s’apre lungo le sponde del fiume in vicinanza di un’area attrezzata per il picnic ha inizio il cammino principale che continua sempre mantenendosi esclusivamente sul lato sinistro del fiume. In alto, sulla sinistra, si ergono le articolate creste ammantate di vegetazione boschiva, alture calcaree che, nascondendo questa gola, hanno contribuito nel corso dei secoli a mantenere integro e intatto questo particolare habitat. Qui la natura è protagonista assoluta con numerose specie di infiorescenze che s’incontrano lungo il percorso che attraversa per intero tutta la gola quali l’aglio ursino, la valeriana il pungitopo ed infine la felce e l’edera indicatori di un’area ovviamente molto umida. Carpino bianco, querce e leccio gli alberi più diffusi il cui fogliame in alcuni casi impedisce quasi del tutto il riflesso dei raggi solari. Il sentiero è coperto da foglie di edera e lauroceraso, ed alla base di grossi tronchi di frassino e carpino bianco non è difficile individuare le tane scavate dal tasso o le orme dei cinghiali. Le gole sono l’habitat naturale di alcune specie animali tra cui cinghiali (qui come nel resto del cilento in gruppi a volte numerosi) e la lontra, mustelide che qui vive libera e protetta (siamo nella Riserva Naturale del Parco Nazionale del Cilento). Proseguendo la traversata in questa magnifica vallata, proprio al centro della gola parte una deviazione che è il naturale proseguimento del sentiero che collega Felitto con Magliano: qui enormi massi levigati dal millenario scrosciare delle acque costituiscono un grosso ammasso indicato come il ponte di “Pietra Tetta” (pietra del tetto), gigantesco groviglio di pietre che sono franate in epoche remote, proprio qui al centro della gola. Le superfici di questi massi per secoli sono state modellate dalla forza erosiva delle acque soprattutto durante le piene. Con molta attenzione è possibile recarsi al di sotto dell’ammasso di pietre (vi è una scala di legno in genere manutenuta da operai della comunità montana) con la quale si può scendere al di sotto del “ponte” per ammirarne la particolare ed inusuale conformazione. Dopo il ponte di Petra Tetta si continua a camminare nel bosco ove il leccio giovane si alterna alle tortili radici dei tronchi più vecchi ed il fogliame sparso del sottobosco diviene sempre più ricco di bacche di mirto e bulbi di giglio selvatico misti a piccoli fusti di olmo e orniello. Si giunge alla “Chiana Re Vaddi” (Piana di sotto) un posto dove è possibile attraverso alcuni giganteschi massi posti in mezzo al fiume avere una particolare prospettiva e visuale delle gole. La chiana re vaddi è il luogo ideale per una sosta e, nel periodo estivo, per un ritemprante bagno nel fiume (l’acqua anche in estate è particolarmente fredda e quindi…. immergersi con cautela!!!). Il sentiero prosegue fino a raggiungere due tratti particolarmente impervi, passati i quali si è praticamente al di fuori delle gole con la visuale sulle creste della Costa di Magliano (rocce di colore rossastro dove nidificano alcune specie di uccelli). Dopo questi ultimi impegnativi passaggi, il bosco si apre offrendo bellissime vedute panoramiche verso il monte Sacro Gelbison ed in lontananza verso Monte Cavallo e la zona del Cervati (la vetta più alta del Parco). Gli orizzonti spaziano per qualche centinaio di chilometri con, alla vista, esclusivamente masserie isolate rievocando paesaggi verdeggianti dalla bassissima densità abitativa tipici dell’Irlanda e della Nuova Zelanda. Un particolare scorcio è la vista dall’alto di un antico ponte medioevale ad arco (schiena d’asino); costruito interamente in pietra esso ha permesso per lunghi secoli il collegamento pedonale tra gli antichi borghi di Magliano e Felitto. Il ponte ha due aperture laterali che consentivano nei periodi di piena (ormai non più frequenti) di gestire la maggiore quantità di acqua che defluiva. Attualmente dopo alcuni lavori della comunità montana esiste una strada sterrata che porta verso la contrada Riorci luogo dove la associazione propone un particolare incontro con la cultura locale: la visita con pranzo o cena, di una tipica masseria rurale.

SCHEDA TECNICA

Localita'
di partenza
fonte REMOLINO (182 m – FELITTO )
Localita'
di arrivo
fonte REMOLINO (182 m – FELITTO )
Caratteristiche
Ambientali
natura incontaminata e selvaggia dominata dall’acqua; pranzo in casa di contadini in un ambiente informale ed accogliente
Difficolta'
"E" Escursionistica
Dislivelli
+ 218 m↑ - 218 m↓
Sviluppo
10 km circa l’intero percorso ad anello
Tempi di
percorrenza
6 ore circa comprese le soste per fotografare
Periodi
consigliati
Da evitare la stagione piovosa. Molto bello in estate per fare il bagno nel fiume in un’ansa chiamata la chiana re vaddi dove il fiume forma una piscina naturale.